“MariaNeve e le altre voci del desiderio” di Claudia Speggiorin – Recensione

51ljrPfEq0L​”Avevano spazzato via il mondo loro due, il tempo e lo spazio per reinventare ere nuove da vivere insieme in un eterno presente. “

(da “MariaNeve e le altre voci del desiderio” di Claudia Speggiorin)

Ci sono libri che affascinano e rapiscono non solo per ciò che raccontano, ma soprattutto per come lo fanno. Sono libri che incantano con la magia delle parole scritte con abile e sapiente maestria, che narrano la vita attraverso la soavità della poesia che tutto impreziosisce e valorizza. Sono libri che non si accontentano dell’ovvio, ma che al contrario sono il palese risultato di una certosina e meticolosa ricerca stilistica. È questo il caso di “MariaNeve e le altre voci del desiderio, di Claudia Speggiorin, edito da Eroscultura.com

Si tratta di una raccolta di nove racconti che trovano nell’erotismo il perno che fa vibrare le esistenze dei protagonisti. 

“Le tinte erotiche si disciolsero nel sangue come acquerelli, per dipingere sulla tela dell’anima l’indelebile volto di Fabrizio.”

 (da “MariaNeve e le altre voci del desiderio” di Claudia Speggiorin)

Nove vicende distanti l’una dall’altra, ma che mirano ad esplorare l’animo umano nella sua affascinante fragilità e nelle sue numerose sfaccettature mirabilmente descritte dall’autrice.

Nove affreschi di donne e uomini alla continua ricerca dell’amore, ma che soprattutto cercano comprensione in una metà idealizzata che è spesso mancante e volitiva.

Nove storie cariche di emozioni e sentimenti forti, palpabili, descritti con profonda sensibilità e che raccontano l’erotismo con delicatezza ed eleganza.

Nove diversi punti di vista che fanno riflettere e lasciano il segno. C’è la moglie tradita alla ricerca di un riscatto, l’amante costretta a restare nell’ombra a riflettere sull’illusione di una libertà che però assomiglia più ad una prigione, l’amore e la passione visti attraverso gli occhi della malattia, l’ingenuo coraggio con cui si seguono le pulsioni del corpo e che conducono in luoghi inaspettati, e l’amore visto attraverso i riverberi del tempo che dilatano ed edulcorano i ricordi fino a proiettarli nel presente con una potenza tale da indirizzare il futuro.

“Voleva accordarsi a suoni diversi dai propri, intrecciare linee melodiche contrastanti, frapporre respiri, inventare intervalli musicali e intonare il canto del piacere, cavalcando partiture inaudite”

“Le ferite di Eros sono anche queste. Echi nostalgici perpetuati dal desiderio d’amore, come una sete che non trova fonte in cui spegnersi.”

(da “MariaNeve e le altre voci del desiderio” di Claudia Speggiorin)

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