“Mille voci contro la violenza” di Emma Fenu

51pq7SPwrML“Mille voci contro la violenza” è un’antologia a cura di Emma Fenu, edita da Le strade per babilonia” che raccoglie i racconti di donne e uomini uniti per dire basta alla violenza sulle donne.

Mille voci. Più una. Più due. Più altre mille e mille ancora. Un coro che si innalza, vittorioso, sopra il sangue sparso. Sangue di vittime e di carnefici, sangue reale e metaforico. Sangue nero che sgorga dagli abissi oscuri della violenza, da mondi senza luce, da anime senza sollievo, da mostri senza giustificazione. È di violenza di genere, che si tratta in queste pagine figlie di penne femminili e maschili che, a volte, pur non conoscendosi, ricorrono a contesti o metafore simili e, altre volte, mettono in luce prospettive diverse, ma tutte racchiudibili nell’incubo dell’abuso.

“Mille voci contro la violenza” è parte di un ambizioso progetto, dal titolo omonimo, che ha coinvolto esponenti delle arti, del giornalismo, del diritto, dell’editoria e della psicologia, tutti insieme contro la violenza sulle donne.

La violenza sulle donne è qualcosa di bieco, vile e bastardo le cui radici si perdono nella notte dei tempi e che ancora oggi, nonostante ci si voglia riempire la bocca di modernità e progresso, allunga ancora le braccia con vigliaccheria e prepotenza, togliendo vita, dignità e libertà a un numero sconvolgente di donne che spesso non hanno alcuna possibilità di difendersi. Restano sole con il loro aguzzino che reputa la violenza come dono d’amore, senza nemmeno trovare nelle istituzioni una via di fuga perché in Italia finché non si arriva all’epilogo più crudele della morte della vittima, spesso, nessuno può far nulla. Le denunce, purtroppo, unica arma in mano a queste donne, non fanno altro che alimentare la collera e la violenza del bastardo di turno, innescando un bieco meccanismo che non può che sfociare nell’esito più crudele. Nemmeno le restrizioni che i tribunali impongono a uomini fuori di testa danno beneficio, perché se una persona è tanto pazza da picchiare, violentare e maltrattare la propria moglie, le proprie figlie o la donna che non accetta il loro amore, non si fermerà di certo davanti a un pezzo di carta che gli intima di stare lontano da lei.

Ciò che si può fare, quindi, è educare i nostri figli affinché diventino uomini rispettosi delle donne, ne comprendano il valore, le reputino loro pari e non oggetti in loro possesso. E dobbiamo sputare in faccia alla violenza, urlare tutti insieme a gran voce che la violenza non è amore, ma è solo lo specchio della viltà di uomini senza palle!

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