“Non c’è posto per me in paradiso” di Daniele Aiolfi. Recensione.

content“Viaggiare su una bella auto scoperta percorrendo una strada panoramica che lambisce il mare in una calda giornata estiva, con a fianco una donna incantevole, ogni giorno più innamorata, ogni giorno più amata, con nelle orecchie la musica preferita, cosa si può volere di più? Se ci aggiungiamo che scopavano come ricci, di più c’è solo il paradiso.”

“Non c’è posto per me in paradiso” di Daniele Aiolfi, è un piccolo gioiellino dell’eros; un viaggio che non conosce età, alla ricerca dell’amore dimenticato, attraverso un sesso ben fatto, goduto, rispettato, istintivo, vissuto fino in fondo.

“Ma l’orgasmo era lì, nel cuore, nell’anima, nella mente, pronto a manifestarsi in tutta la sua gloria per dire a quella donna mi piaci, mi piace scoparti e ti amo.”

Gianluca è un uomo che ha perso tutto, tutte le conferme, tutte le garanzie e tutto il sicuro che si è costruito nella vita: famiglia, lavoro, ruolo sociale, soldi, gli anni giovani… e, forse, anche la speranza, eppure l’inaspettato prende forma di donna in un autogrill. Juliette è una cinquantenne Italo francese dal delizioso intercalare “ullalá”, con una macchina in panne e dalla vita artistica disordinata; donna affascinante perché ferita ma ancora in piedi. Il destino cuce l’incontro come una coincidenza e i due protagonisti non hanno paura di viverla ma, anzi, la colgono come un fiore insperato e, a bordo della vecchia auto cabrio di Gianluca, l’unica cosa a lui rimasta, si mettono in cammino verso una destinazione chiamata speranza.

Ripercorrono le proprie vite, in viaggio sulle coste francesi, condividono ricordi, confrontano idee politiche contrastanti, ascoltano musica, gustano cibo, ridono, scoprono paesaggi e, intanto, s’innamorano l’un dell’altra.

“In quel momento la sua mente vagò in cerca dell’ultima volta in cui aveva detto ti amo a una donna. Era troppo lontano e non trovò, nei ricordi, quel momento.”

Il finale davvero a sorpresa, ma ben intessuto nella storia, ci disarma, ci fa interrogare sulla forza dell’amore, sul mistero del destino, su quel tempo che ci portiamo al polso ma su cui non abbiamo potere alcuno.

Adatto a un pubblico adulto. I termini, seppur a volte forti, non contaminano la purezza del sentimento ma, anzi, la esaltano, la rendono umana, di carne e ossa.

Un racconto breve ma intenso.

“Il cuore batteva come un martello, così forte che poteva vederlo muoversi nel petto, ma la felicità di quel momento valeva la fatica fatta. Si accasciò dolcemente sul corpo di Juliette che si era di nuovo appoggiata sul tavolo, la testa tra i seni e le mani che accarezzavano i capelli rossi e ricci. Provava con quella donna una tenerezza che neppure ricordava esistesse.”

N.b. i testi tra virgolette sono tratti da “Non c’è posto per me in paradiso”, di Daniele Aiolfi.

 

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3 pensieri su ““Non c’è posto per me in paradiso” di Daniele Aiolfi. Recensione.

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