Intervista a Daniele Aiolfi

chisiamoECPer la rubrica “Le interviste di Leggi Ama Sogna Blog” oggi abbiamo il piacere di avere con noi un ospite d’eccezione: Daniele Aiolfi.

Scrittore di uno dei più controversi rami della narrativa che, anziché demordere e piegarsi al bigottismo dilagante, ne ha fatto un punto di forza fondando, nel 2012, Eroscultura e facendola crescere fino a diventare quella che tutt’oggi è la più grande casa editrice italiana di narrativa erotica, grazie ai suoi 190 ebook pubblicati di romanzi e racconti che abbracciano ogni sfumatura di erotismo, dal rosa al BSDM, dal lesbo al gay, fetish, drammatico, horror, noir, ecc.

Daniele Aiolfi nasce a Parma nel 1953, cresce a Firenze, matura a Conegliano, Treviso, tra le dolci colline del prosecco. Da quarant’anni si occupa di marketing, finanza e consulenze aziendali. Nel 2007 pubblica il suo primo romanzo, 93 Giorni, poi si dedica ai racconti erotici e ne scrive dodici, fra i quali “Non c’è posto per me in paradiso” la cui recensione è disponibile sul nostro blog; ama sorprendere il lettore con colpi di scena e spesso ci riesce.

Ciao Daniele e grazie per essere qui con noi oggi.

Siamo curiose di conoscerti…

  • Se tu fossi un colore, quale saresti? Perché? Con quali sfumature?

Rosso, perché sono passionale, perché sono emiliano e come tale tifo Ferrari. Nessuna sfumatura, rosso vivo e deciso!

  • Quale gusto di gelato preferisci?

sorbetto di limone

  • Cosa ti fa arrabbiare?

La stupidità, l’ignoranza, l’avidità del denaro.

  • Cosa, invece, ti disarma?

La gentilezza

  • Che musica ascolti?

Divido la musica in bella e brutta, quindi ascolto di tutto. Pop, rock e jazz tra i preferiti

  • Sei più terra, fuoco, aria o acqua?

Amo moltissimo il mare e nuotare

  • Quale libro porti nel cuore?

Il barone rampante di italo Calvino

  • La stagione che ti piace di più?

L’estate, adoro il caldo e il sole

  • Il tuo motto è…

Vivi e lascia vivere

  • Qual è la prima domanda che fai a una persona per conoscerla meglio?

Quale è il tuo sogno nel cassetto.

  • Ecco, ci dai la tua risposta?

Comprare una Ferrari

  • Che rapporto hai con te stesso?

Ottimo, mi piaccio. Sono un uomo equilibrato, non temo nulla, vista l’età, neppure la morte.

  • Ti piace l’arte? Se sì, qual è la tua opera preferita?

Adoro l’arte, girare per musei e mostre e dire quale la preferita è davvero difficile. La nascita di Venere del Botticelli

  • Il personaggio delle fiabe cui ti piacerebbe assomigliare?

Il lupo cattivo e portarmi nel bosco Cappuccetto rosso

Per conoscerti come autore:

  • Com’è nata la tua passione per la scrittura?

Mi ha permesso di stare vicino a una persona cara che avevo perduta. L’ho fatta rivivere nei personaggi.

  • Quali libri hai pubblicato?

Tre romanzi: 93 Giorni, Borgo Pinti 13- La vita libertina di Matilde Cenci e L’incaricato, poi dodici racconti. Li devo citare tutti?

  • Quanti giacciono inediti nel cassetto?

Tutto in 29 ore, uscirà in aprile

  • Editoria o self? Perché?

Essendo io editore, la risposta è scontata, ma comprendo e rispetto chi fa in self. In effetti molti editori italiani sono scorretti e incapaci, chiedono soldi e non pagano i diritti. Per contro ciò che disapprovo degli autori self è che molti non fanno revisionare i testi e non si fanno valutare, con il rischio di pubblicare storie assurde. Ci vuole sempre qualcuno che ti dica: hai scritto una sciocchezza, magari per poi migliorarla.

  • Ti dedichi solo a un genere oppure spazi in più ambiti?

Mi sono specializzato nella narrativa erotica e d’amore, una scelta di marketing, ma anche perché mi garba.

  • Quale, in ogni caso, coinvolge maggiormente la tua creatività? Perché?

Amo l’amore ed essere innamorato e questo stimola la mia fantasia, oltre ad altre parti del mio corpo.

  • Quali difficoltà si incontrano pubblicando quel genere letterario?

A volte ci si scontra con il bigottismo e l’ignoranza. Trovo incredibile che ci siano persone che si imbarazzano per la descrizione di una delle cose più belle della vita, che tutti fanno e che piace a tutti: il sesso.

  • Quale personaggio dei tuoi libri ti somiglia di più?

Matteo Sartori di 93 Giorni.

  • La soddisfazione più grande come autore raggiunta fino a questo punto?

Credo che Borgo Pinti 13 sia un bel romanzo. Ha un titolo difficile per essere un erotico, ma non lo cambio, gli sta bene e dopo che una persona lo ha letto, comprende perché.

  • La frustrazione, invece?

Non avere abbastanza risorse finanziarie per lanciare in grande la mia casa editrice, ma ci sto lavorando.

  • Il desiderio che esprimi come scrittore quando vedi una stella cadente?

Vincere il Nobel per la lett…. no, dai. Sapere di aver soddisfatto i miei lettori.

  • Quali progetti futuri stai covando?

Non faccio solo l’editore e lo scrittore, ho una terza attività di genere commerciale che voglio far decollare alla grande, per poi investire nella mia casa editrice.

  • Scrivere è…

Fare l’amore con la mente di chi mi legge. In questo sono bisex.

  • Dove scrivi di solito? In quale ora del giorno?

Nel mio studio, non ho un’ora precisa, ma sono mattiniero.

  • Segui uno schema nel tuo processo creativo oppure lasci che si dispieghi da sé?

Prima il romanzo va scritto nella mente, poi su un foglio si stende la trama e si delineano i personaggi e da lì si parte, come un tronco per l’albero. I vari rami e rametti vengono dopo.

  • Tu bloccato davanti a un foglio bianco: come reagisce il tuo io scrittore?

Accantono e faccio altro. Il blocco capita sempre, incaponirsi non è produttivo, meglio pulire la mente con altre faccende e tornare, successivamente, più freschi.

  • Quanto tempo riesci a dedicare alla scrittura?

Poco perché ho diverse altre cose da fare

  • Che tipo di autore sei? Descriviti con tre parole.

Fantasioso, meticoloso, istintivo.

  • Quali sono i punti forti del tuo stile narrativo?

Tipica risposta che dovrebbe dare un lettore, comunque ritengo la chiarezza e la ricerca della originalità, mi piace sorprendere chi mi legge. Ho alcuni finali mozzafiato.

  • I punti deboli?

Ho saltato a piè pari l’università ed è stato un errore di gioventù, anche se nella mia carriera professionale ante editore, ho ugualmente avuto molti successi professionali ed economici. Mi mancano certe basi, anche se mi rendo conto, soprattutto vedendo certi quiz alla TV, di avere una ampia cultura generale. Sopperisco scegliendo buoni collaboratori.

  • Scegli uno dei libri che hai pubblicato e spiegaci tre motivi per leggerlo.

Nooo, non potete farmi una simile domanda, ho 190 opere pubblicate! Vabbè, mi salvo parlando dell’ultimo romanzo uscito: That’s all – una romantica storia d’amore. DOVETE leggerlo in quanto è una bella storia d’amore, lesbico, per la precisione, è scritto con grande cura da un’autrice di vasta cultura, e si nota subito, e le scene erotiche sono coinvolgenti e delicate.

Ora parliamo di ErosCultura:bannereroscultura

  • Com’è nata ErosCultura?

Ho copiato da un’americana. Nel 2011 lessi di una scrittrice americana che voleva pubblicare i suoi romanzi erotici, gli editori li apprezzavano ma li rifiutavano con la motivazione che le lettrici poi si vergognavano a comprarli. Scoraggiata, si buttò sugli ebook e cercò di venderli via internet, parliamo della fine anni ’90. In dieci anni era giunta ad alcuni milioni di dollari di fatturato e così mi dissi: lo faccio pure io. A sei anni di distanza dal luglio 2012 quando iniziai, non ho quel fatturato, anche se alcuni miei concorrenti hanno mollato e son diventato il primo in Italia nel genere. D’altronde l’America è grande e si legge il triplo che da noi.

  • Cosa offre ErosCultura a lettori e autori e in cosa si differenzia rispetto alle altre case editrici?

Ai lettori offro opere di vero pregio, sempre belle trame in cui il sesso è uno dei protagonisti, non l’unico. Offro la cura dei testi e la varietà delle opere che spaziano in tutti i generi dell’erotismo e accontentano sia chi cerca le scene forti, crude, sia che predilige la delicatezza di situazioni e linguaggi. Agli autori dedico correttezza, disponibilità, gentilezza, l’editing a mie spese e l’impegno a pagare i diritti trimestralmente. Pare che siano pochi gli editori che lo fanno.

  • Qual è il motivo del successo di ErosCultura? Cosa l’ha resa la più grande casa editrice italiana di narrativa erotica?

Vedi, lavoro, in altri ambiti, da 46 anni e da molto tempo ho imparato che il fine deve essere la soddisfazione del cliente, il quale porta il successo professionale e di conseguenza il guadagno. Chi inverte l’ordine dei fattori, e ahimè sono in tanti, ne paga poi le conseguenze.

  • Quali sono le difficoltà che si incontrano pubblicando narrativa erotica?

La censura maledetta dei grandi store americani, purtroppo imprescindibili. Seccante anche l’atteggiamento di certi spocchiosi – di cui vorrei scrutare la loro cronologia degli accessi a youporn – verso una narrativa che considerano di serie B.

  • Chi si occupa di narrativa erotica, purtroppo, deve spesso fare i conti con una infinità di pregiudizi, come reagisci di fronte a essi?

Suggerisco sempre di chiedere al lettore malizioso se, nel caso avessi scritto un giallo con dodici omicidi, se mi avrebbero chiesto se fossi un assassino. Cambiano subito atteggiamento

  • In quali condizioni versa l’editoria italiana?

Un disastro! È come una vecchia cantina polverosa, con ragnatele e serpenti velenosi. Perfino i grandi editori, vendono i libri esattamente come 100 anni fa. Da qui a 10 anni ne resteranno ben pochi. Purtroppo, stanno peggiorando anche i lettori, sempre più di “bocca buona”, massificati, appiattiti, spesso incolti (grazie, scuola italiana!) e da qui la previsione, reale, che tra 10-15 anni i libri li scriveranno i computer, grazie a una intelligenza artificiale che annienterà l’umanità dal punto di vista intellettuale.

  • Cosa ne pensi del self-publishing?

Per me sono un concorrente come un altro, purché si lavori ad armi pari: cura dei testi, editing (ma costa… e perché io devo spendere e loro no?) e si evitino assurdità umilianti come romanzi da 400 pagine a 0,99 euro…

  • Quali caratteristiche deve avere un manoscritto per essere pubblicato da ErosCultura?

La trama, bella e intrigante, l’originalità e la buona scrittura. Ah, e che non si usi il termine (corretto) di cazzo per le imprecazioni e pene per le scene di sesso.

  • La più grande soddisfazione avuta come editore fino a questo momento e la più grande delusione.

Il coraggio, il mio, di aver pubblicato romanzi veramente “difficili”, storie maledette direbbero gli intellettuali, e straordinariamente belle, tipo: Il clitoride càtaro, Nel nome del Padre, Arrivederci all’inferno (solo per citarne tre). La delusione? Queste tre opere sono censurate e acquistabili solo dal mio sito e su ebay, che non sa cosa sta vendendo.

  • Quale consiglio dai a un autore emergente?

Umiltà! Che è un pregio, non un difetto e leggere molti bei libri prima di scriverne uno.

  • Quali letture consigli a chi vorrebbe fare strada nel mondo della letteratura erotica?

Sai, come disse una delle mie migliori autrici, Rebecca Silva, donna di enorme cultura umanistica, non esiste la letteratura erotica, ma la letteratura. Punto. Buona o cattiva deve essere la unica distinzione. Quindi, leggi libri di spessore e poi… fai molto l’amore, usa molto la fantasia e trasferiscila nel tuo romanzo.

  • Progetti per il futuro?

Oltre alla Ferrari (modello Portofino, cabrio) guadagnare molti soldi e investirli nel mio amato giocattolo: Eroscultura e portare al successo i miei autori, persone splendide.

Grazie.

Grazie a voi, un bacio

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