Un istante di vuoto

Guardo le stelle disseminate nella notte, spargitrici di luce, silenziosa fiaccolata nel vuoto. Cosa ricerco? Sono lo specchio di questo niente, illuminato di memoria. Sono nulla, l’anominato di me stessa, fondo cosmico non ancora divenuto parola. Sono nessuna cosa, il matto dei tarocchi, sono l’ora zero di questo mio tempo, sono il niente da cui provengo, dove tornerò, sono crepa, sono fessura. Sono all’origine del nuovo canto ancora senza voce e obbedisco alle leggi del vuoto. Un istante, non di più, quest’anfora è troppo piccola per riempirsi d’universo, giusto il tempo di perdermi e ritrovarmi, farmi spazio per scriverti ancora, mia storia inedita e riempirmi di un tuo nuovo significato.

Tutti i narratori d’aurore sanno quanta paura fa il vuoto, quando bussa alle porte.

Tutti i narratori d’aurore sanno quanto coraggio ci va a riscrivere il nuovo giorno, portandosi le stelle nel cuore.

Cassiopea75

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