Intervista a Federico Fabbri

9788899500962-436x600Per la rubrica “Le Interviste di LeggiAmaSogna Blog” oggi conosciamo Federico Fabbri, autore di due raccolte di poesie “Sino alla fine” e “PerSino poesie”; di una bizzarra autobiografia dal titolo “La mia vita durata 90 anni, scritta a 36, finita di scrivere a 37”, recensita anche dal nostro blog; “A piedi o su rotella la strada è sempre quella”, racconto scritto a due mani insieme a Giuliana Salvadori, e di un romanzo “L’inferno non ha nuvole”, in libreria dal 14 febbraio 2018.

Federico Fabbri è nato nel 1978 a Santa Sofia, paese nel cuore della Romagna, ricco di tradizione e cultura. La sua scrittura non è mai fine a se stessa o frutto di mera fantasia e spirito creativo, ma affonda le radici nella profondità dell’anima di Federico per elaborarne il vissuto e annotarne con cura i ricordi come se scrivendoli potessero riprendere vita. Il filo conduttore di tutte le sue opere è infatti proprio il ricordo del fraterno amico Denis, figura centrale, attiva e presente in ogni suo componimento.

  • Federico, se tu fossi un colore, quale saresti? Perché? Con quali sfumature?

ROSSO BLU, senza nessuna sfumatura. Per me ogni colore è uguale agli altri

  • Quale gusto di gelato preferisci?

Pistacchio

  • Cosa ti fa arrabbiare?

Il razzismo

  • Cosa, invece, ti disarma?

Sempre il razzismo

  • Che musica ascolti?

Musica italiana: De Andrè, Nomadi, De Gregori, Battisti, Caposela, Branduardi, Graziani…

  • Sei più terra, fuoco, aria o acqua?

Mah, un insieme dei quattro, ma forse più terra. Amo andare a funghi

  • Quale libro porti nel cuore?

Robinson Crusoe, il primo che ho letto da bambino

  • La stagione che ti piace di più?

L’autunno, dove i colori si mischiano fra loro

  • Il tuo motto è….

A PIEDI O SU ROTELLA LA STRADA E’ SEMPRE QUELLA

  • Qual è la prima domanda che fai a una persona per conoscerla meglio?

Cosa beviamo?

  • Ecco, ci dai la tua risposta?

Un gin tonic

  • Che rapporto hai con te stesso?

Mi sto abbastanza simpatico, mi trovo bene a parlare fra me e me

  • Ti piace l’arte? Se sì, qual è la tua opera preferita?

Mi piace ma ci capisco poco, ma la mia opera d’arte preferita è Mistura (l’arca) di Mattia Moreni

  • Il personaggio delle fiabe cui ti piacerebbe assomigliare?

Il brutto anatroccolo

Per conoscerti come autore:

La mia vita Federico Fabbri

  • Com’è nata la tua passione per la scrittura?

E’ nata da ragazzino per gioco e da 12 anni invece ha come scopo quello di ricordare un mio amico morto in un incidente stradale

  • Quali libri hai pubblicato?

Due di poesie: “Sino alla fine” e “PerSino poesie”, una falsa autobiografia ironica: “La mia vita durata 90 anni, scritta a 36, finita di scrivere a 37″, un racconto insieme ad una mia grande amica disabile: “A piedi o su rotella la strada è sempre quella” e finalmente il mio primo romanzo: “l’INFERNO NON HA NUVOLE”

  • Quanti giacciono inediti nel cassetto?

Nel cassetto ce ne sono già tre, ma uno di questi è appena stato donato ad un’associazione umanitaria che non svelerà il nome dell’autore.

Non ve lo dico. Spetta al lettore immedesimarsi e decidere cosa ritiene vero e cosa falso. Spesso si sbagliano e il bello è proprio quello

  • Tifi davvero per il Cagliari, cosa piuttosto insolita per chi come te è nato e cresciuto nell’entroterra romagnolo?

Tifo Cagliari sin dai tempi della serie C e dopo che ho conosciuto Gigi Riva ho capito che il cuore vince sempre su tutto

  • Editoria o self? Perché?

Assolutamente editoria per un fatto di autostima. Self sarebbe troppi facile, con l’editoria seria c’è gente che investe su di me e mi valorizza

  • Ti dedichi solo a un genere oppure spazi in più ambiti?

Non riesco a scrivere due volte la stessa cosa. Devo cambiare drasticamente genere, quasi fino ad inventarlo come nel caso de La mia vita durata 90 anni, scritta a 36, finita di scrivere a 37

  • Quale, in ogni caso, coinvolge maggiormente la tua creatività? Perché?

Beh, il romanzo perché parlo di cose che non conosco e oltre alla creatività viene fuori la fantasia e la voglia di vivere avventure impossibili nella realtà

  • Quale personaggio dei tuoi libri ti somiglia di più?

Denis del romanzo l’inferno non ha nuvole

  • La soddisfazione più grande come autore raggiunta fino a questo punto?

Con a piedi o su rotella la strada è sempre quella abbiamo venduto 1600 libri il cui ricavato è stato completamente devoluto in beneficenza ad un centro socio riabilitativo del mio paese: il centro si chiama il Piccolo Principe e il paese è Santa Sofia. Vedere così tanto amore da parte di tutti è stata la mia più grande soddisfazione. Pensa che ci hanno fatto anche un servizio su TG2 storie. Lacrime!!!

  • La frustrazione, invece?

Mah, nessuna.

  • Il desiderio che esprimi come scrittore quando vedi una stella cadente?

Le chiedo di scrivere per me o perlomeno di darmi nuove idee

  • Quali progetti futuri stai covando?

Ora relax. Il libro donato avrà vita propria e i due nel cassetto credo che ci restino per parecchio tempo…

  • Scrivere è…

ricordo, per me non può essere altro che ricordo

  • Dove scrivi di solito? In quale ora del giorno?

La sera al computer, sul divano, mentre guardo la tv. C’è sempre uno sport strano da guardare

  • Segui uno schema nel tuo processo creativo oppure lasci che si dispieghi da sé?

Parto dal titolo e non so minimamente dove voglio arrivare. Se penso troppo allora è il momento che le dita smettono di battere sui tasti del computer. Spesso quando rileggo mi stupisco ( sia in bene che in male) di quel che ho scritto appena la sera precedente

  • Tu bloccato davanti a un foglio bianco: come reagisce il tuo io scrittore?

Se ne fa una ragione e va a fare altro, anche per tanti mesi. Non è affatto un problema

  • Quanto tempo riesci a dedicare alla scrittura?

Poco. Ho tante altre cose da fare e questo è solo un piacevolissimo passatempo. Guai se la scrittura mi portasse via tempo prezioso

  • Che tipo di autore sei?

Descriviti con tre parole. Simpatico, sensibile, birbantello

  • Quali sono i punti forti del tuo stile narrativo?

La semplicità. Non uso, anche perché non le conosco, parole ricercate e quindi i miei libri sono adatti a tutti

  • I punti deboli?

La voglia di sottolineare troppo spesso lo stesso concetto, ma da quando ho una casa editrice che crede in me e un editor questo punto è fuggito…per merito suo

  • Scegli uno dei libri che hai pubblicato e spiegaci tre motivi per leggerlo.

L’inferno non ha nuvole per tre semplici motivi: 1 parla di amicizia incondizionata 2 scoprirete tanto di me 3 non posso dire gli altri, se il mio editore legge l’intervista che figura ci faccio?

  • Usi un nome d’arte? Se sì, perché?

No no. Nel bene e nel male preferisco sempre metterci la faccia

Grazie Federico.

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