Intervista a Elena Miti

ad33ee94-8369-4282-aba5-ed0ef3e91ea0Per la rubrica “Le interviste di LeggiAmaSogna Blog” abbiamo il piacere di avere ospite Elena Miti, autrice del romanzo “La mandorla avvelenata” edito da Eroscultura.

 

Ciao Elena,

grazie per essere qui con noi. Siamo curiose di conoscerti un po’.

  • Se tu fossi un colore, quale saresti? Perché? Con quali sfumature?

Il rosso e le sfumature che tendono al viola. Colori accesi che mi fanno pensare all’intensità, alla forza e al coraggio.

  •          Quale gusto di gelato preferisci?

          Vaniglia

  • Cosa ti fa arrabbiare?

Il perbenismo e l’ipocrisia.

  • Cosa, invece, ti disarma?

Il mio uomo quando mi bacia.

  • Che musica ascolti?

Dalla classica al rock.

  • Sei più terra, fuoco, aria o acqua?

Fuoco.

  • Quale libro porti nel cuore?

Tutti e nessuno.

  • La stagione che ti piace di più?

Primavera.

  • Il tuo motto è….

Memento audere semper.

  • Qual è la prima domanda che fai a una persona per conoscerla meglio?

Di cosa si occupa nella vita e quali sono le sue passioni.

  • Che rapporto hai con te stessa?

Un bellissimo rapporto fatto di libertà e rispetto.

  • Ti piace l’arte? Se sì, qual è la tua opera preferita?

Le Ninfee di Monet.

  • Il personaggio delle fiabe cui ti piacerebbe assomigliare?

Non amo molto le fiabe.

Per conoscerti come autore:

  • Com’è nata la tua passione per la scrittura?

Da bambina, col desiderio di imitare i libri che mi leggevano.

  • Quali libri hai pubblicato?

“La mandorla avvelenata” è il mio primo libro.

  • Quanti giacciono inediti nel cassetto?

Solo racconti d’infanzia e del periodo scolastico. Non so se un giorno ci rimetterò mano e li pubblicherò.

  • Editoria o self? Perché?

Il self credo sia una realtà molto utile, se consideriamo che gran parte degli autori non sono nemmeno letti dalle case editrici. Io, nel mio piccolo, ho avuto la fortuna di conoscere Eroscultura e di essere apprezzata. Non escludo il self, però.

  • Ti dedichi solo a un genere oppure spazi in più ambiti?

Mi piace l’eros e il sesso, viverlo ancor di più, quindi mi sento più propensa a scrivere di cose che vivo con il massimo dell’intensità.

  • Quale personaggio dei tuoi libri ti somiglia di più?

Be’, direi il personaggio di Alma. Cioè, non sono come lei ovviamente, però ho accentuato molto certi aspetti del mio carattere e del mio modo di essere.

  • La soddisfazione più grande come autore raggiunta fino a questo punto?

Avere un libro pubblicato da Eroscultura.

  • La frustrazione, invece?

Non ho mai abbastanza tempo per scrivere tutto ciò che vorrei.

  • Il desiderio che esprimi come scrittore quando vedi una stella cadente?

Di solito non lo faccio. Mi sento una persona realizzata, per il momento.

  • Quali progetti futuri stai covando?

Ancora nessuno.

  • Scrivere è…

Gettare i lettori incontro alle loro paure.

  • Dove scrivi di solito? In quale ora del giorno?

In salotto. Può essere tarda mattina o sera, dipende dall’ispirazione.

  • Segui uno schema nel tuo processo creativo oppure lasci che si dispieghi da sé?

Seguo uno schema del mio progetto, non del processo creativo. Poi inizio a scrivere, rileggo e faccio passare del tempo. Il libro è qualcosa che matura anche mentre lo scrivi, le idee già ce le ho ma per renderle al meglio bisogna che fermentino dentro di me.

  • Tu bloccata davanti a un foglio bianco: come reagisce il tuo io scrittore?

Applico una delle tante varianti del brainstorming, ovvero faccio altro per distendere i nervi e avere una visione più ampia. Di solito funziona.

  • Quanto tempo riesci a dedicare alla scrittura?

Un’ora o due al giorno.

  • Che tipo di autore sei? Descriviti con tre parole.

Metodica, rigorosa e creativa.

  • Quali sono i punti forti del tuo stile narrativo?

Le descrizioni. Molti le detestano, ma uno stile imperniato sul valore della parola credo non abbia bisogno di altro per essere incisivo.

  • I punti deboli?

A volte non riesco a creare abbastanza suspense, oppure del pathos che leghi il lettore alle pagine. Sono un’esordiente, ho ancora molto da imparare.

  • Scegli uno dei libri che hai pubblicato e spiegaci tre motivi per leggerlo.

La mandorla avvelenata è un racconto lungo incentrato su un rapporto di coppia sconvolgente. Nulla è come sembra. Da leggere perché è una storia piccante, morbosa e si spinge laddove il lettore difficilmente immagina.

  • Usi un nome d’arte? Se sì, perché?

Nessuno pseudonimo.

Grazie e in bocca a lupo per il tuo libro.

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